Le chiese
La chiesa era un elemento importante della città murata, ai cui abitanti doveva assicurare i conforti della religione. Agli inizi del 1600 Pizzighettone aveva ben dieci chiese e tre monasteri (senza contare le cappelle, gli oratori e le immagini sacre sparse un po' dappertutto) su una popolazione di circa 3800 persone.
La parrocchiale di San Bassiano, nella composita articolazione delle sue secolari strutture,  testimonia le vicissitudini storiche. Fondata molto probabilmente verso la metà del XII secolo, rivela appieno la sua antichità già nella facciata a capanna, in cotto, la cui compattezza muraria, ingentilita da un ornamento polilobato che ne percorre gli spioventi, acquista levità nel magnifico rosone centrale, realizzato nel Quattrocento.
Tra le varie opere che arricchiscono il corredo artistico della chiesa, (eretta in Collegiata a partire dal 1530), un posto di rilievo spetta anche al tabernacolo destinato a contenere la reliquia della Sacra Spina, attribuito ad uno scultore cremonese influenzato dai modi di Gaspare Pedoni e Gian Cristoforo Romano e all'affresco della Vergine Annunciata, conservato nella cappella del Crocifisso, opera di un ignoto pittore quattrocentesco. Di mano di Bernardino Campi e aiuti sono, inoltre, l'affresco avente come tema la Decollazione del Battista, nella cappella di San Giuseppe, e i medaglioni con le figure dei profeti posti a scandire la navata centrale. 
Anche la parte absidale è degna di nota per l'avvincente euritmia delle proporzioni. Lo spazio interno, diviso in tre navate, contiene una splendida Crocifissione affrescata da Bernardino Campi sulla parete di controfacciata e, nella cappella della Madonna del Rosario, tre formelle marmoree raffiguranti rispettivamente l'Annunciazione, la Natività e l'Adorazione dei Magi, considerate tra i migliori esempi del genere nel panorama scultoreo del Trecento lombardo.
 
 
Sull'opposta sponda dell'Adda già dal ponte si può ammirare sopra il lineare profilo delle case di Gera, lo slanciato campanile della chiesa di San Rocco, il più antico del paese.
Nella suddetta chiesa sono custodite stupende tele: la pala absidale, attribuita al Massarotti, una Natività, assegnata a Bernardino Gatti, e soprattutto, collocate entro cornici lignee dorate attribuite al Bertesi e alla sua bottega, la pala del Malosso con la Madonna e Santi e quella con l'Arcangelo Michele e Santi, fortemente evocatrice del fare pittorico di Roberto de Longe. 
 
 
Procedendo lungo la via Smancini, s'incontra la chiesa di San Marcello, la cui composta facciata s'inserisce felicemente nella lunga teoria lievemente arcuata delle case. Al suo interno, degni di nota sono l'altare maggiore, in legno dorato riccamente ornato, contenente in una nicchia il Crocifisso miracoloso che si dice rinvenuto sul greto dell'Adda, e gli scenografici altari laterali, con elaborate decorazioni in stucco e una pregevole pala settecentesca raffigurante l'Adorazione dei Magi. 
 
 
 
Poco lontano, è situata la chiesa di San Pietro, eretta in Santuario Mariano  nel 1956. Ricoperto di marmi e mosaici, dovuti a recenti interventi degli anni cinquanta e sessanta, l'edificio sacro conserva della primitiva struttura settecentesca solo qualche elemento decorativo, oltre al neoclassico campanile della fine dell'ottocento. 
 
 
 
 
 
Seguendo, invece, l'argine di Adda da porta Bosco una strada di campagna conduce al santuario della Madonna della Fontana. La piccola chiesa, sorta per volere dei Borromeo, con la vicina cappella edificata sulla fonte miracolosa,  meta particolarmente frequentata, soprattutto durante la bella stagione, anche per l'amenità del sito. 
 
 
A due chilometri circa dal centro murato, sulla strada interna  da e per Cremona, la frazione Roggione custodisce un vero gioiello d'arte: il santuario della Beata Vergine del Roggione, edificato nel 1630 per accogliervi  un'immagine miracolosa della Madonna, tuttora venerata al centro del marmoreo altar maggiore. L'interno è ricco di affreschi barocchi e racchiude importanti dipinti, tra cui le belle tele di G.B. Tortiroli, F. Boccaccino e P. Pagani. 
 
 


Nella frazione Regona, situata lungo la provinciale che unisce Pizzighettone alla statale Paullese, meritano citazione la parrocchia di San Patrizio, dalla facciata cinquecentesca e con vari quadri interessanti all'interno.
 
 
Nei pressi della frazione Ferie sorge, su un costone, l'eremo di San Eusebio le cui origini risalgono all'epoca romana, con i primi innesti del Cristianesimo. Da un verbale del 1499 della Comunità di Pizzighettone risulta che veniva mantenuto un corpo di guardia sul costone di San Eusebio dove, in tempo di guerra, salendo sugli alberi, i soldati stavano di vedetta.
Piazza d'Armi, Pizzighettone (CR) Tel: 0372.730.333, Fax: 0372 731658, Cell: 339 5278336 Codice Fiscale: 93024640190
Cookie Policy

Per offrirti il miglior servizio possibile questo sito utilizza cookies. Continuando la navigazione nel sito acconsenti al loro impiego in conformit alla nostraCookie Policy

Accetta